· 

Stare bene grazie alla musica

Oltre all’indiscussa efficacia ricreativa, di cui godiamo da circa 60mila anni, la musica possiede delle potenzialità terapeutiche di cui parlavano già Platone e Aristotele. Nell’antica Grecia, infatti, il Dio Apollo era la divinità della musica e della medicina. Ma solo di recente l’esigenza di individuare approcci alternativi che hanno portato ad un crescente interesse della medicina ufficiale nei confronti della musica ascoltata, ballata, suonata e improvvisata.

 

La rivista Nature ha pubblicato uno studio che, utilizzando i metodi della network science (la scienza che si occupa delle reti di comunicazione, quelle neurali – o neuronali – comprese), ha provato a fotografare cosa succede nel cervello durante l’ascolto di un brano musicale compiuto e gradito al soggetto dell’esperimento. Ne è emerso che nel corso della piacevole esperienza uno dei più importanti circuiti cerebrali, il default mode network [circuito che si attiva automaticamente all’avvio dell’attenzione] si comporta in modo da potenziare al massimo la sua connettività. Il DMN è quello che mette in contatto i pensieri appena sorti con quelli già residenti nel cervello e la musica lo fa accendere come una festa di lampadine di Natale al premere di un interruttore.

 

Ma c’è di più: la musica del cuore aumenta e velocizza le connessioni tra le aree cerebrali dedicate all’ascolto e l’ippocampo, che è il settore del cervello antico responsabile della memoria e del consolidamento delle emozioni.

 

La musicoterapia permette di:

- gestire le emozioni, dominando quelle negative

- sviluppare la creatività

- stimolare l’attenzione e la concentrazione

 

La musica consente di avere un mezzo comunicativo nuovo, piacevole e interessante che per un attimo ti fa dimenticare dove sei e ti aiuta ad entrare in contatto con le parti più profonde di te.

Non ci resta che augurarvi un buon ascolto e che la musica sia per sempre nei vostri cuori per accompagnarvi in tutti i momenti della vita!

Scrivi commento

Commenti: 0